E’ giunta l’ora di svegliarsi

Nunzio Famoso, il preside della facoltà di Lingue,  ha convocato una conferenza stampa, nel corso della quale ha ribadito che “non c’è nessuna organizzazione politica dietro a questa protesta. Sono il frutto di una forte preoccupazione per il destino dell’Università pubblica, e troviamo grave che il governo minacci l’uso della forza contro queste manifestazioni che sono espressione di democrazia”.
Alla conferenza ha partecipato anche Antonio Pioletti, docente di Filologia Romanza, che ha dichiarato:
“Siamo in presenza di un attacco frontale al sistema di istruzione pubblico. Questi tagli non sono dettati dalla crisi economica, ma da un progetto che mira a favorire le università e le fondazioni private”.

E’ iniziato tra assemblee itineranti, permanenti e auto-organizzate la protesta in quasi tutte le facoltà universitarie di Catania. In particolare dal 27 Ottobre 2008 il Dipartimento di Fisica e Astronomia è stato occupato dai “ribelli e facinorosi” del presidente Berlusconi, in maniera pacifica, senza alcun scopo politico. Il movimento si è sviluppato parallelamente a quello di altri dipartimenti alla Cittadella Universitaria, dove risiedono le facoltà scientifiche, e dei dipartimenti delle facoltà umanistiche, tutti con un solo obiettivo: manifestare il dissenso verso la legge della vergogna del ministro Gelmini, che tenta di negare il futuro agli studenti bloccando loro l’accesso alla cultura libera e di distruggere il ramo della ricerca scientifica in Italia, già precario da anni.

Studenti di destra e di sinistra sono uniti contro la legge della vergogna proposta e approvata in AGOSTO 2008, quando tutti i diretti interessati erano in vacanza e non potevano organizzarsi tempestivamente contro l’indecenza del governo.

Questo blog nasce dagli studenti di fisica, che per primi con quelli di scienze politiche a Catania hanno occupato i locali universitari con la sola intenzione di farsi sentire e vedere. Gli studenti richiedono l’attenzione dell’opinione pubblica e aiuto a tutti gli altri studenti per stabilire una rete rapida, organizzata e coordinata di movimento contro la riforma e chiede loro di aprire un blog come questo, gestire in maniera molto più efficace la partecipazione e la comunicazione degli eventi e di instaurare uno scambio di link che permetta a tutti gli studenti di rimanere sintonizzati in tempo quasi reale su cosa sta accadendo e dove.

Piero Calamandrei – discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime… Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

Annunci

4 risposte a “E’ giunta l’ora di svegliarsi

  1. E’ giunto il momento di farsi sentire in forza, coordinati e organizzati. E’ giunta l’ora di prendere ciò che è stato tolto con la forza, in assenza di democrazia e che mira a negare la libertà intellettuale di un popolo da qui ai prossimi 30-40 anni.
    Facciamo sentire quanto il popolo unito può riuscire a fare.

    Staff iopenso07

  2. Ecco il mio contributo sperando possa amplificare l’eco della protesta

    http://universofrattale.blogspot.com/2008/10/fisica-disoccupata.html

  3. anche noi partecipiamo alle vostre iniziative, anzi vi invitiamo a scrivere sul nostro sito e a comunicare tutti gli eventi. Basta una semplice registrazione e fare sapere al popolo di unistep, più di 1500 utenti le vostre idee ed eventi.

  4. Dopo anni di silenzio, di accondiscendenza o forse di fiducia in un futuro migliore, hanno portato ogni giovane studente o no, a rimanere impassibile davanti allo sgretolamento del futuro di ognuno di loro. Ma di fronte a una vergogna così palese, nessuno può rimanere “a guardare con le mani in mano”. Nel momento in cui il diritto allo studio, il diritto ad avere un futuro dignitoso dove regni la cultura, il sapere, la CONSAPEVOLEZZA di ciò che ci circonda, viene a mancare, anzi viene riformato, un giovane non può tacere. Quello che sta accadento in questi giorni non è solo una lotta alla cultura in generale, alla scuola, alle università e alla stessa ricerca, ma è la LOTTA DI NOI GIOVANI PER IL NOSTRO FUTURO”. L’incertezza, la precarietà, la “fuga dei cervelli”, l’insoddisfazione sono i fardelli che tutti noi, giorno dopo giorno portiamo addosso, ci trasciniamo dietro. Sfido chiunque a definire noi giovani privi di forza e di coraggio…perchè ci vuole coraggio a vivere senza futuro…e senza cultura. La vita “facile” che i nostri genitori hanno avuto la fortuna di vivere, per noi oggi non esiste, è una mera fantasia…o speranza che dir si voglia.

    I GIOVANI SONO IL FUTURO, dobbiamo fare sentire l’eco delle nostre insicurezze e delle nostre paure… lottiamo contro il decreto e anche contro il futuro lavorativo che abbiamo in serbo. Non dobbiamo avere paura…tutti uniti c’è la faremo….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...