Lettera del movimento studentesco catanese al Rettore

A seguito dei vergognosi provvedimenti adottati dal governo nei confronti dell’Istruzione pubblica, seguiti da una forte mobilitazione generale di tutti gli Atenei italiani, troviamo gravissima la mancanza di una presa di posizione ufficiale del Rettore, del Senato accademico e della quasi totalità dei consigli di Facoltà.

La garanzia di un percorso formativo-culturale qualitativamente elevato e pubblico è un diritto sancito dalla Costituzione italiana e, quindi, la difesa del suo valore riguarda tutti i cittadini e, in particolar modo, Voi che operate in questo ambito rivestendo cariche istituzionali. 

Questa prima alzata di voce è stata soltanto il seme per una presa di posizione che si sta allargando a tutte le Facoltà dell’Ateneo, sfociata nel corteo di giorno 30 ottobre, con la presenza in piazza di oltre 30mila persone. Una simile espressione di protesta rappresenta il radicamento di una lotta contro provvedimenti adottati dai vari governi, susseguitisi negli ultimi quindici anni, tesi a considerare la Formazione e la Ricerca come un onere dal quale disfarsi. Il risultato di queste politiche trova la sua massima  espressione nella legge 133. Provvedimento che taglia i finanziamenti alla ricerca, peraltro già pesantemente inferiori a quelli degli altri Paesi europei, riduce, con il blocco delle assunzioni, la possibilità di avere personale sufficiente per l’attività didattica e di ricerca e, inoltre, crediamo che le misure adottate in materia di università, contenute nella suddetta legge, annientino l’istruzione pubblica a causa della possibilità degli Atenei di trasformarsi in fondazioni private. 

Il Movimento Studentesco è convinto che il coinvolgimento debba essere totale tra tutti coloro che vivono l’università e grazie all’università, per cui reputiamo riprovevole che la difesa del libero sapere e delle libera ricerca, che dovrebbero essere alla base del diritto allo studio, sia demandata, nella nostra realtà territoriale esclusivamente al movimento in difesa dell’Istruzione Pubblica, agli studenti universitari, medi e ai precari della Ricerca.

Avendo con rammarico constatato il vergognoso silenzio delle rappresentanze studentesche nelle sedi preposte,

                                                  CHIEDIAMO:

·        al Rettore, al Senato Accademico e ai Consigli di Facoltà di assumere una posizione ufficiale sugli Art. 16 e Art. 66 della legge 133 del 2008 come già deliberato dal Consiglio di Facoltà di lingue, dal consiglio di SDAF e dall’Area Fisica.

·        al Senato Accademico di esprime massima contrarietà a qualunque ipotesi di trasformazione dell’università catanese in fondazione di diritto privato

·        al Consiglio di Amministrazione una valutazione dell’impatto della legge 133/08 sul nostro Ateneo

·        al Rettore, al Senato Accademico e ai Consigli di Facoltà, l’impegno a non utilizzare il numero programmato come strumento per affrontare i tagli di spesa.

 

Come studenti siamo fortemente convinti che in questo momento storico i diritti si stiano tramutando concretamente in privilegi e, quindi, chi non manifesta il proprio dissenso adesso non sia indifferente ma connivente.

 

Movimento Studentesco Catanese

 

 

 

 

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