COMUNICATO STAMPA IN MERITO ALL’ASSEMBLEA D’ATENEO TENUTASI IL 6-11 A CATANIA

Come Movimento Studentesco Catanese, durante l’assemblea d’Ateneo tenutasi
ieri nell’aula magna della Facoltà di chimica, abbiamo ribadito le richieste
già espresse nella lettera aperta già consegnata al Rettore il 3 novembre con
la quale chiediamo :

–          al Rettore, al Senato Accademico e ai Consigli di Facoltà: di
assumere una posizione ufficiale sugli art. 16 e art. 66 della legge 133 del
2008 come già deliberato dal Consiglio di facoltà di Lingue, dal consiglio di
SDAF e dall’Area Fisica.
–          Al Senato Accademico: di esprimere massima contrarietà a qualunque
ipotesi di trasformazione dell’Università catanese in fondazione di diritto
privato
–          Al Consiglio di Amministrazione: una valutazione dell’impatto
della legge 133/08 sul nostro Ateneo
–          Al Rettore, al Senato Accademico e ai Consigli di Facoltà:
l’impegno a non utilizzare il numero programmato come strumento per affrontare
i tagli di spesa.

La maggioranza dei presenti, come testimoniato dai numerosissimi applausi,
concordava con noi: l’unica base di discussione da cui partire è il ritiro
degli articoli 16 e 66 della legge 133/2008. In Italia non si spende troppo, ma
troppo poco per la didattica e la ricerca. Diciamo “no” , senza se e senza ma
ai tagli, al blocco del turn-over, alla possibilità di privatizzare i nostri
atenei e a i numeri chiusi.


Abbiamo chiesto per l’ennesima volta agli organi decisionali d’Ateneo di
esprimersi in merito, di dimostrare di avere davvero a cuore l’Istruzione
pubblica pronunciandosi contro il suo smantellamento. Il Rettore con una
mancanza davvero sorprendente di buona educazione ci ha risposto accusandoci di
fare “piazzate” non prendendo neanche in considerazione la nostra proposta di
una seduta di Senato Accademico a porte aperte dove si votassero i nostri
documenti e quelli del Coordinamento dei ricercatori precari.
Si dovrebbe mostrare più rispetto verso chi fa parte di quel grande movimento
che, solo a Catania, ha dato vita ad un corteo di oltre 30.000 persone, il 30
ottobre scorso.
Siamo convinti che dietro questa apparente “mancata presa di posizione” si
mascheri ben altro: gli organi decisionali del nostro Ateneo si dichiarano
formalmente contro i tagli, ma in realtà sembrano prontissimi a nuovi “numeri
programmati”, innalzamento delle tasse e sostanziali privatizzazioni.

Continueremo a batterci contro lo smantellamento dell’Università pubblica e
lanciamo fin da oggi l’appuntamento in piazza in occasione dello sciopero
dell’università proclamato per il prossimo 14 novembre.

Movimento Studentesco Catanese

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2 risposte a “COMUNICATO STAMPA IN MERITO ALL’ASSEMBLEA D’ATENEO TENUTASI IL 6-11 A CATANIA

  1. Forse non ricordate che per il nostro caro rettore il problema dei tagli e il blocco delle assunzioni non ci colpisce più di tanto dato che Catania rientra tra gli atenei “virtuosi”…..
    Per lui è già un compromesso, già va bene così… altro che passo indietro del governo!Come qualcuno ha detto in assemblea, è una trappola, un modo per mettere gli atenei d’Italia gliuni contro gli altri…
    p.s. educazione, rispetto… sono cose che ci ricordava il nostro rettore, mentre lui era libero di fare smorfie dietro quelli chc parlavano..

  2. Dobbiamo continuare a batterci per un re-investimento nell’università e nella ricerca, altro che tagli! Un paese senza ricerca è destinato a fallire!

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